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ba ji quan

Introduzione - Cenni Storici - La Filosofia dello Stile


Ba Ji Quan


INTRODUZIONE
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Il Ba Ji Quan o "pugilato degli otto estremi" è uno stile di gong fu non molto antico come altri stili, infatti è nato solo 273 anni fa nella regione dello Hebei, Cina del nord, ed era usato dalle guardie imperiali dell'epoca. Il creatore di questo stile fu il gran maestro Wu Zhong che viveva a Meng Cun, un paese vicino a Cang Zhou, 249 km da Pechino. Il maestro Wu, divenne molto famoso grazie al suo stile di combattimento molto efficace e fra i più forti di quella era. Per questo fu scelto dal principe Xun Qin della dinastia Qing, come sua guardia del corpo e maestro delle guardie imperiali.
Come Wu Zhong, anche i suoi successori, furono vicini a persone regnanti e di alto rango come: l'imperatore Pu Yi, il presidente Sun Yat Sen, Chiang Kai Shek, Mao Tze Tung e ancora oggi le alte cariche militari e i servizi segreti cinesi usano questo formidabile stile di kung fu tradizionale. La caratteristica del Bajiquan, è la sua semplicità, è uno stile che non esprime tecniche spettacolari e molto coreografiche come molti altri stili di gong fu, la sua essenza è la velocità e la forza esplosiva; le sue posizioni sono corte e alte per permettere al praticante di muoversi con grande facilità e senza fatica. Le forme (lu) non sono tante, ce ne sono 20 e molte di queste vengono divise in otto pezzi perché sono molto lunghe! Come nella maggior parte degli stili di gong fu.
Lo stile Ba Ji Quan è molto conosciuto in Cina per la potenza e l'efficacia delle sue tecniche. Generazioni di soldati, spie, guardie del corpo e persino imperatori dovevano la loro capacità guerriera , quando non la loro stessa vita, a questo stile implacabile, nato per assicurarsi la vittoria anche in condizioni di combattimento estremamente ardue. Per questo la storia dello stile, custodita con cura nel libro segreto Chan Pu, il libro dello stile, riscritto dalla versione originale nel 1936 dal nonno di Wu Lian Zhi, attuale caposcuola dello stile, dal testo originale steso nel tardo '700, è ricca di racconti eroici che vede protagonisti i praticanti di Ba Ji.
Si racconta che il libro, durante le terribili repressioni della rivoluzione culturale, venne murato in una parete della casa Wu, per nasconderlo alle guardie rosse.



CENNI STORICI
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Storia Antica dello Stile.
Un giorno del 1727 giunse a Meng Cun un misterioso monaco in fuga dalle repressioni dei regnanti Qing. Egli scelse come suo allievo un giovane musulmano quindicenne di nome Wu Zhong e al quale trasmise tutte le sue conoscenze. Chi era questo monaco? Da dove veniva? Mistero.
A malapena, quando il suo allievo Wu Zhong, dopo aver studiato con lui per anni, gli chiese il suo nome, egli disse: "chiamami Lai", e nient'altro. Quindi scomparve misteriosamente come era arrivato. Sebbene Wu Zhong divenne poi famoso in tutta la Cina per la sua abilità, il suo gong fu rimase per secoli gelosamente custodito all'interno della famiglia e del villaggio. Il Baji era sì conosciuto in ogni angolo del Celeste Impero, ma pochissime persone, per lo più originarie delle campagne intorno a Meng Cun, avevano il privilegio di essere accettate come allievi.
Storia Attuale.
Come tutti gli stili di gong fu cinese anche questo, insegnato negli istituti di educazione fisica della Cina del nord, ha subito dei cambiamenti per somigliare meglio al Wushu moderno.
Per fortuna, alcuni maestri, hanno preso le distanze dagli istituti di educazione fisica e dal governo, mantenendo intatti molti dei centinaia di stili praticati in Cina.

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FILOSOFIA DELLO STILE
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Nello stile Baji convergono e si miscelano le idee dei tre "insegnamenti" classici cinesi (san jiao; da cui il san jiao kui yi, l'unità dei san jiao): buddismo, taoismo e confucianesimo, a cui si aggiunge l'Islam, la religione della famiglia Wu.
Sono concetti questi che risalgono al tempo dell'imperatore Huang Di, quando lo Yi Jing (il classico dei mutamenti) già insegnava il modo di sfruttare la legge che regola e armonizza i rapporti tra cielo, terra e uomo nel mezzo. Ne è nato il percorso filosofico in undici tappe studiato nel Bajiquan: dal wuji, il vuoto primordiale, l'assenza di polarità primordiale, si passa alla dualità yin-yang come nel Taiji, che dà luogo ai liang yi, i due principi, rappresentati nello Yi Jing da una linea continua e una spezzata.
La terza tappa è poi associata a tre gruppi: quello celeste (sole, luna e stelle), quello terrestre (fuoco, acqua e vento) e quello umano (jing, qi, shen). Seguono i si xiang (quattro immagini), identificati nel mondo naturale sia con le quattro direzioni che con le quattro stagioni e creati dallo Yi Jing con le diverse combinazioni dei liang yi. Il quinto livello è rappresentato dai wu xing, i cinque agenti, gli elementi primordiali che costituiscono simbolicamente l'universo: metallo, fuoco, acqua, legno e terra, a cui corrispondono altrettante parti del corpo umano.
La tappa successiva, la sesta, è rappresentata dalle liu he, le sei armonie, tre interne (la tecnica in armonia con l'intenzione, l'intenzione con l'energia sottile, l'energia sottile con la forza) e tre esterne (la mano in armonia col piede, il gomito col ginocchio, la spalla con l'anca), cui seguono le qi xing, le sette stelle dell'Orsa Maggiore. La funzione ottimizzata dei sensi è una condizione essenziale del combattimento, per cui si attribuisce molta importanza al loro addestramento.

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